Vittorio Paganini - Scrittore

::: HOMEPAGE :::

::: LO SCRITTORE :::
::: Biografia
::: I Libri
::: Archivio Pubblicazioni

::: L'UOMO :::
::: L'impegno per i Nativi Americani
::: Nativi Americani: parole e volti

::: INTERAZIONE :::
::: Pensieri e parole
::: Progetti
::: Blog
::: Galleria fotografica
::: Collegamenti utili
::: Contatti

::: ADMIN :::
::: Accedi

::: CREDITS :::

NATIVI AMERICANI: PAROLE E VOLTI

Raccolta di foto e pensieri dalle riserve.
Per la galleria completa di immagini in alta risoluzione, puoi consultare la Galleria Fotografica.

Geronimo
Indiani, nativi americani
Capo indiano
giovane capo indiano

Geronimo Apache Chiricahua.
Basso, tarchiato, con occhi scintillanti color ossidiana, dai messicani era chiamato Geronimo (Jerome in spagnolo).
§Il suo nome Apache era goyaatohle, o "colui che parla sbadigliando", fu poi col nome di "Geronimo" che divenne famoso in bene e in male. La sua carriera di leader di una piccola banda di apache, si alternava a periodi di inattività in aride riserve e a momenti da fuggitivo tra le montagne del nuovo messico, Messico e Arizona.
Era maestro nelle incursioni lampo, che portavano il panico su entrami i lati del confine sud-occidentale.
La moglie e i figli di Geronimo furono uccisi dalle truppe messicane, avvenimento questo che accese in lui la violenza e un odio senza fine.
Gli americani comunque, dovettero proprio uscire dalla loro strada per trovarselo contro.
Uno studio del governo riportò che solo dopo numerosi atti di tradimento e crudeltà da parte delle truppe U.S. e dei borghesi, l'Apache diventò per loro implacabile nemico.
La campagna contro gli apache doveva diventare una delle più dure di tutte, così fu anche per Geronimo, che facendo riferimento a se stesso, diceva "non sbaglio mai senza un motivo...".

Il vecchio avrebbe interpretato la mia visione per me. Mi disse che il pozzo di visione mi aveva cambiato in un modo che non sarei stato in grado di comprendere in quel momento. Mi disse che non ero più un ragazzo, che ero un uomo.


Tahka ushte

La madre terra si ricorderà dei suoi figli che le si aggrappano per rimanere vicino a lei e che seguono gli insegnamenti originali: tutti insieme sopravviveranno alla purificazione.

Saupaquant

Con il calore del nostro fratello sole la terra non gelerà. Con il suo calore e il suo potere le cose cresceranno.

Haudenosaunee

Toro seduto
toro seduto
Bambina Indiana Bambina Indiana

Le radici di una pianta scendono nel terreno, e più scendono, più trovano l'umidità in accordo con le leggi della natura, a dimostrazione della saggezza di walkan tanka.

 

Toro seduto Teton, Sioux Hunkpapa.
Una delle arti della maggior parte dei nativi americani, ancor più importante della coltivazione e della caccia, fu la guerra.
Il fine ultimo della guerra, per gli europei era la morte e la distruzione; per i nativi americani il fine era l'onore.
L'onore fu grossolanamente scambiato con la smania di distruggere.
Nella guerra, spesso crudele fra stati uniti e nativi americani, una delle più grandi vittorie ottenute dagli uomini rossi fu nel luogo conosciuto dai dakota come Greasy Grass River e dai Crows come Little Big Horn. La vittoria fu nel 1886 e gli stati uniti, durante la celebrazione del centenario, erano irritati per il "massacro" perpetrato da Toro Seduto, Gall e gli hunkpapa, cavallo pazzo e gli oglala, minnecojou, sans arc, piedi neri, shyela, santee e yanktonai.
La battaglia finì in meno di un'ora. Le truppe statunitensi morirono fino all'ultimo uomo. Il loro capo era un giovane temerario conosciuto come George Armstrong Custer. Fu il momento più alto della resistenza dei nativi e fu anche l'inizio della fine.
Il governo degli stati uniti decise che era di andare tutti contro i sanguinari selvaggi.
Canto del Sacro Fanciullo dell'Alba

Dove la casa di roccia rossa s’alza al cielo,
lì…sono io.
Presso i ketahwns *
posati sulle soglie,
lì…sono io.
Nella casa della lunga vita,
nella casa della bellezza,
lì…sono io.
Davanti a me bellezza,
bellezza dietro a me,
bellezza sopra di me,
bellezza alle mie spalle,
lì…sono io.
Con essa mi incammino
su un sentiero di luce.

57 Canti Navajo

La voce della pioggia è la mia voce.
 ( Mondadori  - 16 ottobre 1998 ).

* bastoncini sacri con valore propiziatorio..

Ninnananna

La mia piccola
è venuta al mondo
per raccogliere rose selvatiche.

E’ venuta al mondo
per scuotere dalle spighe
con le sue piccole dita
il riso selvatico.

Per raccogliere in primavera
il succo della giovane
pianta di cicuta.

Questa piccola bimba
è venuta al mondo
per raccogliere fragole,
per riempire i cestini di mirtilli,
di sambuco, e di bacche di bisonti.

La mia piccola è venuta al mondo
per raccogliere rose selvatiche.

Canto Tsimshian
Terra, Acqua, Vento
(Ed. Red – 1997)

Capo indiano
Capo indiano
 
Il Giuramento di Cavallo Pazzo

La casacca venne fatta indossare e Gli venne appuntata poco più su della nuca un’unica penna
d’aquila, orizzontale, come la linea in cui la terra tocca il cielo.
Un uomo ancor più vecchio del precedente si alzò a parlare dei nuovi doveri che Lo attendevano, doveri più pesanti di quelli già detti:

“Porta questa casacca, Figlio mio,e sii generoso.
Aiuta  gli altri, sempre. Non pensare mai a te stesso. Abbi cura dei poveri, delle vedove, degli orfani e di tutti quelli di poco potere: aiutali.
Non pensare male degli altri, e ignora il male che altri vorrebbero farTi.
Molti cani potranno venire ad alzare la zampa presso la Tua tenda: Tu guarda dall’altra parte e non permettere che il Tuo cuore ne serbi memoria.
Non dare sfogo all’ira, nemmeno se i parenti Ti giacessero davanti insanguinati.
So che è difficile tutto ciò, Figlio, ma abbiamo scelto te  perché hai un grande cuore.
Assolvi con gioia questi doveri, e di buon grado.
Sii generoso, forte e coraggioso nell’assolverli, e se Ti si parerà davanti un nemico affrontalo intrepidamente, perché è meglio morire nudi da Guerrieri che vivere paludati con un cuore gonfio d’acqua nel petto”!

Mary Sandoz:”Cavallo Pazzo”.
“Lo strano uomo degli Oglala”.

Tashunka Wuitko.
“Il Giuramento”.


Il Tempo è giunto

Terra da giallo orizzonte
verso di Te cammino,
giunto alla tarda età,
in cerca della notte.

Un tempo danzavo
assieme al Fanciullo dell’Alba
in una terra tutta bianca.

Danzando, Egli è sparito ad occidente,
trovando il suo riposo.

Lo stesso faccio io,
Giallo Orizzonte,
verso di te avanzando.

Luci

Il sole è uno scudo luminoso
che un dio un giorno ha creato
e appeso presso il sentiero blu.
La luna è la torcia
di un vecchio uomo
che inciampa nelle stelle.

57 Canti Navajo
                                                             
 La voce della pioggia è la mia voce.
(Mondadori – 19 ottobre 1998 )

 


 

realizzazione www.andreabelmonte.com web agency La Spezia